Benvenuti.
Si, lo so, se è da un pò di tempo che seguite i MuMble, sarete abituati a leggere il diario di bordo dei concerti dei vostri quattro musici, ma come potrete ben vedere anche da soli (perchè lo so che in fondo siete dei furboni e ve ne siete accorti) questo raccontino è il primo ospitato in questa bella paginona, di questo bel sitone nuovo nuovo di pacca. Siamo già arrivati alla terza edizione del sito mumblesco, gli anni passano, e questo è, a mio avviso, il più azzeccato dei siti che un gruppo musicale potrebbe volere: poche cose, messe da Dio.
Bando alle ciance, quindi, eccomi a raccontarvi di un simpatico concerto in terra straniera, ovvero, la felice terra delle libertà, nota ai più per le sigarette a basso costo e il segreto bancario (ma ancora per poco).
Il luogo è il Centr’arti, un centro cultural-ricreativo che avrebbe tante potenzialità se non fosse sito nel bel mezzo di una zona industriale. Con noi, stasera, ci saranno i Bonjour Fine-ass, band capitanata da amici e amiche. Si arriva un pò tutti alla spicciolata, e alla spicciolata si monta il micropalco, razionalizzando il meglio possibile il poco spazio a disposizione. Un grazie da parte mia va ad Elio, bassista dei Bonjour, che mi mette a disposizione tutta la sua strumentazione, basso escluso, per permettermi di non demolire ulteriormente la mia spalla già messa male a causa di uno slittino estivo (vuoi sapere cosa ho fatto? Chiedimi come! Vuoi sapere come chiedermi come? Improvvisa!) Suonare con un gruppo di amici riesce a rilassare tanto, e si spara allegramente cazzate fino alla prova suoni. Prova suoni che vede i MuMble improvvisare a cappella “twist ‘n shout”, non chiedeteci il perchè.
Sempre alla spicciolata arriva anche il pubblico, mentre noi musicisti ci strafoghiamo di cous cous e piadina. Iniziano a suonare i BonJour, che regalano un ottimo cocktail di Rock e pezzi ballabili, brava Rosy e soci! Tocca quindi a noi, che dopo tanto tempo riproponiamo canzoni come “Deeper Underground” e soprattutto “Fuoco Perpetuo”. Il palco risponde in maniera diversa a noi quattro: c’è chi entra subito in serata, e chi ci entra dopo, fattostà che io sparo cazzate come i vecchi tempi, e Mario verso fine concerto prende la posizione sopranominata da Sid “MarioMetallo”. Impagabile. Mezz’ora buona di musica, ed il cocerto finisce. Applausi, pacche sulle spalle, una birretta e si smonta.
Serata forse non delle migliori, ma comunque serata che serve a oliare i meccanismi del Live persi durante un lungo inverno di quasi totale inattività.
Alla prossima!
Ah, visto che siete dei furboni, avrete potuto sicuramente notare che da oggi potete anche commentare il diario di bordo: ebbene, fatelo!
Cesto