Per chi suona da qualche anno, certe strane geometrie astrali riguardanti il panorama live si sistemano buone e tranquille nel bagaglio delle “cose inspiegabili”, e se ne stanno li senza che si voglia per forza capire perché esistano. Una di queste misteriose verità è anche, più o meno, una formula matematica: quante più date salterai per imprevisti, contrattempi e malattie, quante più ne farai in un lasso di tempo brevissimo.
E cosi, eccomi a parlarvi del primo concerto di quattro esibizioni, concentrate tutte in un mese, cosa che neanche Tom Yorke… Stasera Rio Grande, che forse conoscerete per averci demolito costantemente il fegato a suon di Qualcosina Party. A sto giro, però, niente alcool a fiumi, ma soltanto una gara di band, che ci vedrà super partes a suonare come Headliner, fuori concorso. Il tutto, organizzato da ragazzi più giovani di noi, fattore che unito alla presenza, sul palco, di gruppi formati da ragazzi più giovani di noi (seguiti a loro volta da gruppi di amici nei quali militano ragazzi più giovani dei nostri amici, e quindi di noi), ci fa pensare che:
a) siamo vecchi
b) siamo vecchi
c) ormai mal sopportiamo certe situazioni dove ci sono quasi soltanto ragazzi più giovani di noi perché…
d) …siamo vecchi
A parte questa piccola parentesi, il clima è simpatico, sia degli altri gruppi, sia degli organizzatori. Ormai è strano iniziare a sentire la tensione di un live solamente a pochi istanti dal momento della salita sul palcoscenico, ma per certi concerti è cosi. Si cazzeggia, si cammina, e ci si concentra sul palco: come si esce, come ci si sente. La cena è a base di pizza e cazzate, vero marchio di fabbrica mumblesco, mentre si guarda con un po’ di perplessità l’età media della tavolata di fianco (70 anni), e l’età media della tavolata degli altri gruppi (18 – 19 anni). Noi, nel mezzo, a fare da spartiacque.
I gruppi iniziano a suonare: questa sera il cartellone prevede, in pieno stile “grandi classici delle band giovanili” un gruppo punk, contro un gruppo nu-metal (anche se ormai, si dovrebbe dire ‘90\nu-metal). I gruppi suonano, noi ci scaldiamo. Stasera l’entrata sarà trionfale; tutti sul palco con maschere di animali: il coniglio\Luca, l’elefante\Mario, il cane\Sid, ed il maiale\Cesto, giusto per gradire. Tutti noi MuMbLe abbiamo una grande voglia di live, e lo si capisce subito, a partire dalla prima canzone in scaletta: “Non Sono Reale”, che apre con il tiro giusto le danze. Siamo in vena di divertimento, e tutti quanti diamo il meglio con cazzate e scherzi sul palco, Sid intrattiene un simpatico siparietto con un altra persona megafono-munita, io faccio battute sparse e che, udite udite, riescono anche a far divertire i miei soci, che di solito tentano sempre, giustamente, di limitare la mia sparacazzutaggine.
Il concerto finisce con una chicca, una canzone messa su appena due settimane prima (e per i tempi dei MuMbLe, vi posso garantire che è poco poco), canzone di cui non sono ancora sicuro di aver capito il titolo, che però posso azzardare sia “Sottane”.
Un bel concerto, tirato e funkeggiante, che però serve solo a farci scaldare e a riprendere la mano con i live in vista di un fine marzo all’insegna dei grandi palchi, fra tutti il Velvet con il suo Festival dei Sotterranei, che ci vedrà in un’inedita veste. Volete sapere quale? Non ve lo dico, cosi vi toccherà presenziare!
Si ringraziano organizzatori e gruppi presenti al Rio Grande, e personalmente ringrazio anche a nome dei MuMbLe i coniugi Virgilio per la presenza ed il supporto!
Cesto