Ogni volta che mi ritrovo a scrivere una paginetta del Diario di Bordo dei MuMble, varie domande mi passano per la testa: “vuoi che ci sia davvero della gente interessata a leggere queste righe?”, “scrivo un qualcosa di più emozionale, o mi limito a raccontare quello che ho vissuto?”, “perchè non mi pagano per fare questo?”, e via dicendo. Ogni volta che mi ritrovo a scrivere una paginetta di questo Diario di Bordo, mi rendo conto che i concerti sono sostanzialmente tutti uguali: si arriva nel posto dove si deve suonare, si monta, si fa la prova suoni, si cazzeggia prima dell’inizio del concerto, se ho culo si fa qualche patacata che così poi io posso raccontare in questa sede, poi si suona, si smonta, e si torna a casa. Sempre uguale.
Poi però ci sono delle eccezioni: tipo a volte può succedere che si suoni in un locale storico come il Velvet di Rimini, oppure, che so, può capitare che il batterista non ci sia per motivi vari ed eventuali , e che quindi il concerto sia particolare perchè preveda la momentanea sostituzione di un membro del gruppo. Immaginatevi quindi quale eccezione è aver affrontato un concerto al Velvet, con alla batteria non il nostro Luca, ma un degno sostituto: Andrea Muccioli, che ha appunto preso il posto del nostro batteraio titolare momentaneamente assente per motivi di sciolina.
In effetti, quello di cui vi sto parlando. È stato un concerto realmente interessante, curioso, ed estremamente adrenalinico e coinvolgente, e per raccontarlo non ci vorrebbero mille pagine, per una serie di motivi, tra cui appunto una nuova faccia dietro le pelli (che ringraziamo di cuore), ed un palco, quello del Velvet appunto, che da sempre fa tremare le ginocchia di ragazzi come me e i miei compari che quel palco l’hanno sempre amato, e tanto.
Pre-concerto che si può riassumere come uno dei più rilassati che mi ricordi, con un lauto pranzo a bouffet, e un lunghissimo momento di svacco e sparatoia di cazzate con amici, consorti e conoscenti, spalmati su un divano come solo le rockstar possono stare.
Il concerto, invece… il concerto è una di quelle cose che poi rischiano di destabilizzarti; primo concerto con intro, e già entrare al buio su un palco immenso, abbracciare lo strumento, aspettare le luci, e partire a suonare, fa sentire cosi meravigliosamente eccitati che la prima canzone va via in un battito d’ali, e poi ci sono suoni, immagini, che non mi stancherò mai di ripetere assomigliano ai ricordi di un sogno, cosi frammentari e indefiniti. Tra tutti, un ponte in “Routine”, con silenzi e attacchi distorti, la cui potenza mi ha fatto venire la pelle d’oca per un bel po’, e Sid con tanto di tavolino e sedia che esegue alla perfezione il ruolo del giornalista televisivo.
Un concerto, e lo dico penso per la prima volta nella mia vita, veramente perfetto, senza un minimo scazzo o sbavatura, potente e preciso, che ci ha visto raccogliere i complimenti da parecchie persone, tra cui i fonici, che di solito sono sempre restii a sbottonarsi.
Certe pagine del Diario di Bordo dei MuMble, non penso abbiamo bisogno di troppe righe, perchè quando si scende dal palco sudati, stremati, ma contenti e soddisfatti per un lavoro che dura mesi e si esaurisce in 35 minuti, penso che valgano di più le cose dette con la musica, che quelle scritte in una pagina di diario.
Grazie di cuore a tutti i presenti, grazie al Velvet, ai MuMble, alle nostre donne, ed ancora ad Andrea per aver avuto la pazienza e la passione di averci seguito in questa avventura!
Cesto
“entrare al buio su un palco immenso, abbracciare lo strumento, aspettare le luci, e partire a suonare”
Leggere questo mi ha smosso qualcosa.
Bella lì!