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Release Party “Non Sono Reale RMX” With Curliez – Casa Pomposa – 04-06-’10

giovedì, 10 giugno 2010

Questa pagina del Diario di Bordo è in condivisione tra due gruppi musicali; i MuMble ed i Curliez. MuMble e Curliez infatti, con il sottoscritto al basso, si sono alternati in quella che è stato il (mio) primo doppio live, in quella che è stata una serata veramente fenomenale, sotto molti punti di vista. Motivo del doppio concerto,in Casa Pomposa tra l’altro, una succulenta novità in salsa mumblesca: il release party del nostro primo ep di inediti: Please Mind the RMX, ep nel quale sei tra i Djs più in palla della Riviera Romagnola hanno messo le loro manine viniliche sulla nostra “Non Sono Reale”, rendendola di volta in volta Techno House, DnB, Minimal, e via dicendo. Un lavoro veramente molto interessante, per il quale su queste pagine mediatiche voglio esprimere la mia più sincera gratitudine a tutti e sei i ragazzi (ma anche all’unica ragazza) che hanno accettato la “sfida”. Per essere una festa degna, si è deciso quindi di fare un doppio live, con ovviamente i MuMble, ma anche con i Curliez, alla loro terza data. Di solito, chi suona, sa che solo dopo i tre live un gruppo si può veramente definire attivo. Beh, siamo attivi. Dopo i live, prenderanno la parola i Djs, con i loro dj set. Insomma, una serata figa. Come se non bastasse, durante il live mumblesco, verrano eseguite le riprese di “Please Mind the Funk”, unico brano inedito del nuovo ep.

Insomma: i MuMble hanno fatto uscire l’anno scorso un ep chiamato “Please Mind the Funk”, nel quale non c’era la canzone “Please Mind the Funk” ma c’era “Non Sono Reale”, che è l’unica canzone mixata contenuta nell’ep chiamato “Please Mind the RMX”, che però al suo interno ha la canzone chiamata “Please Mind the Funk”, canzone della quale faremo il video. Il Marketing bello e diretto a noi ci fa una sega. A due mani.

Per quanto riguarda i Curliez, si è deciso di portare sul palco praticamente solo canzoni nuove, e la cover di “Non Sono Reale”, per testarle sulla gente, in vista di un prossimo lavoro su microsolco.

Montaggio palco e affini vanno via che è un piacere, Sid porta le magliette “Fuck the Pigeon”, Diego e Luca montano la batteria, Silvia e Rosy si truccano, Mario ed io montiamo la nostra strumentazione. Tutto molto pollege, il bello di suonare tra amici è che non devi avere il magone per la tua roba sul palco, personalmente poi, conoscevo entrambi i bassisti: io ed io, quindi ero ancora più rilassato.

L’ottima Casa Pomposa ci crea magicamente dei piatti di pasta fredda, che divoriamo annaffiati da birra, mentre un cagnolino sfrutta il suo sguardo lacrimoso per arraffare qualche maccherone da noi altri.

Finita la lauta cena, noi MuMble iniziamo le riprese del video: attacchiamo i jack, avvitiamo i piatti della batteria, insomma recitiamo le classiche scene pre-concerto. Iniziamo infine la prova suoni, prima MuMble e poi Curliez. I miei unici problemi della serata arrivano ora: mi rendo infatti conto che la potenza della mia strumentazione non è abbastanza per poter uscire dal palco come vorrei. Gli unici altri live fatti con i Curliez vedevano infatti la presenza di una bella amplificazione esterna, che qui non ho, fatta eccezione per due casse. Sprango al massimo testa e cassa, che infatti a fine serata presenteranno il conto, mentre ora sono io che sto aspettando il conto del tecnico.

Breve riposo, saluti ad amici vari che nel frattempo arrivano a frotte, e si parte!

Live 1: Curliez!

Il Palco della Pomposa, da sempre, è un palco difficile: si sente poco e se non si è più che affiatati si fa fatica a capirsi. Ed è questo quello che succede nelle prime due canzoni: le ragazze non sentono me, io non sento loro, ed in questo modo, suonare è davvero tanto faticoso. Vedo gli sguardi di Rosy e Silvia piantati sulla spia, come a voler succhiare tutto il suono (con relativa nota guida) proveniente da li; per fortuna, e lo dico col cuore in mano, anche se magari con poca attività live (di Curliez) alle spalle, riescono magnificamente a trovare il bandolo della matassa, anche se a fatica. Il vero concerto parte solo alla terza canzone: ci sciogliamo e iniziamo a rodare, peccato che però tutto finisca subito. Il finale con “Sefora” è il classico mix di culi sculettanti che amiamo vedere da parte del pubblico. A fine serata, molti saranno i complimenti, anche da persone che effettivamente si sono rese conto delle difficoltà iniziali. Grazie ricci!

Live 2: MuMble!

Si parte solo dopo che i nostri registi hanno finito di prendere le misure con luci e ombre, e si capisce subito che sarà uno dei concerti più belli di sempre: la gente, rinvigorita dal fatto che si sta girando un video, inizia a pogare, ballare, alzare le mani al cielo: insomma, tutte cose che su un palco ti gasano come vincere al Superenalotto. Le canzoni vanno via una dietro l’altra, il sudore inizia a grondare, e noi a snocciolare quelle che sono le nostre pietre miliari: “Fuga”, “Non Sono Reale”, “Signori X”… Meraviglioso il pogo della gente, che ci fa sentire in un club newyorkese degli anni ‘90, con un gruppo HardCore a suonare su di un palco ad altezza terra. Meraviglioso.

Inutile dire che il concerto finisce immediatamente, anche se in verità è passata un’ora, ed io mi ritrovo fradicio e felice a far partire un feedback dal mio basso.

Di solito non lo faccio, ma a questo giro mi sento in dovere di ringraziare ogni singola persona che ha preso parte alla serata, i miei due gruppi, di amici (con annessa morosa) prima ancora che di musicisti, i ragazzi della Pomposa, a quelli di Stop Records, a chi ha pogato, ai Djs, ai registi del video e a tutte le persone che dopo i concerti si sono fermate a dare consigli e pareri sulla musica fatta. A fine serata mi trovo a ricaricare la macchina mentre la cassa in quattro dei Djs sta facendo il suo lavoro. Di mio, la soddisfazione di aver suonato della gran bella musica, con i Curliez prima, e con i MuMble dopo.

Concerto Fogheraccia in Pomposa, 18-03-’10

martedì, 23 marzo 2010

Ci sono luoghi e situazioni che per un motivo o per l’altro risultano “mitici” per certi gruppi di persone; una discoteca, un locale in generale, un giorno preciso dell’anno… Insomma, eventi e luoghi che entrano di diritto nell’immaginario collettivo di molte persone, eventi e luoghi dove un gruppo musicale pur di suonare farebbe carte false. A Rimini, esiste la Fogheraccia, di felliniana memoria, ed esistono due posti dove godersela: il 90% della gente va al porto, il restante 10% va nei luoghi vicini a casa sua. Di quel 10%, la totalità delle persone a cui un concerto dei MuMble potrebbe interessare se ne va in Casa Pomposa, un centro giovani, IL centro giovani di Rimini.

I MuMble, non sono mai riusciti a suonarci, almeno per la Fogheraccia, almeno fino a una settimana fa.

Sostanzialmente, si tratta di un concerto sotto di un portico, con cani, bellissimi, che ti annusano caviglie e pedaliera mentre fai la prova suoni (ciao Machine, ovvero la cagnona che ho personalmente eletto fan numero uno dei MuMble), con l’odore di alcol, fumo, legna, salsiccia, patate e piada, che si amalgama in un unico indistinguibile profumo. La gente si divide tra chi guarda il fuoco, chi tenta di accendere il fuoco, chi da consigli sul come accendere il fuoco, chi scuote la testa pensando che non si riuscirà ad accendere il fuoco, chi mangia, chi beve, chi ascolta i gruppi ed ogni tanto, per scaldarsi, va a contemplare il fuoco. Il concerto, come atto musicale in se per se, passa in secondo piano, anche se sul palco in verità ci si diverte come se si stesse suonando in una sala prove con decine di persone che ti ascoltano, ed allora Sid si diverte a prendersi degli stacchi dalle canzoni senza dire niente a noi, che però bravissimi come sempre riusciamo a cavarci gli zampetti, sempre Sid annusa le parti basse di Mario durante una canzone, ancora Sid riesce a scordarmi il basso, farmi sbagliare e tirarmi il microfono quasi nei denti, ma c’è da dire che quando fa cosi vuol dire che è preso bene, e quindi il gioco vale ampiamente la candela.

Le canzoni vanno via che è un piacere, tra una cazzata detta ed una fatta, e poco importa se i suoni non sono perfetti, poco importa se non ci si riesce a muovere, e poco importa se a fine serata si puzzerà come dei carboni ardenti, l’importante è aver fatto finalmente un live in onore della Segavecia, in Casa Poposa!

E questa pagina del Diario di Bordo dei MuMble, scritta cosi di fretta e assolutamente senza badare a voler essere una pagina “importante”, rispecchia l’animo festaiolo, antico, caratteristico, ma sostanzialmente felliniano, e quindi “importante”, del suonare in certe occasioni.

Cesto