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Concerto Fogheraccia in Pomposa, 18-03-’10

martedì, 23 marzo 2010

Ci sono luoghi e situazioni che per un motivo o per l’altro risultano “mitici” per certi gruppi di persone; una discoteca, un locale in generale, un giorno preciso dell’anno… Insomma, eventi e luoghi che entrano di diritto nell’immaginario collettivo di molte persone, eventi e luoghi dove un gruppo musicale pur di suonare farebbe carte false. A Rimini, esiste la Fogheraccia, di felliniana memoria, ed esistono due posti dove godersela: il 90% della gente va al porto, il restante 10% va nei luoghi vicini a casa sua. Di quel 10%, la totalità delle persone a cui un concerto dei MuMble potrebbe interessare se ne va in Casa Pomposa, un centro giovani, IL centro giovani di Rimini.

I MuMble, non sono mai riusciti a suonarci, almeno per la Fogheraccia, almeno fino a una settimana fa.

Sostanzialmente, si tratta di un concerto sotto di un portico, con cani, bellissimi, che ti annusano caviglie e pedaliera mentre fai la prova suoni (ciao Machine, ovvero la cagnona che ho personalmente eletto fan numero uno dei MuMble), con l’odore di alcol, fumo, legna, salsiccia, patate e piada, che si amalgama in un unico indistinguibile profumo. La gente si divide tra chi guarda il fuoco, chi tenta di accendere il fuoco, chi da consigli sul come accendere il fuoco, chi scuote la testa pensando che non si riuscirà ad accendere il fuoco, chi mangia, chi beve, chi ascolta i gruppi ed ogni tanto, per scaldarsi, va a contemplare il fuoco. Il concerto, come atto musicale in se per se, passa in secondo piano, anche se sul palco in verità ci si diverte come se si stesse suonando in una sala prove con decine di persone che ti ascoltano, ed allora Sid si diverte a prendersi degli stacchi dalle canzoni senza dire niente a noi, che però bravissimi come sempre riusciamo a cavarci gli zampetti, sempre Sid annusa le parti basse di Mario durante una canzone, ancora Sid riesce a scordarmi il basso, farmi sbagliare e tirarmi il microfono quasi nei denti, ma c’è da dire che quando fa cosi vuol dire che è preso bene, e quindi il gioco vale ampiamente la candela.

Le canzoni vanno via che è un piacere, tra una cazzata detta ed una fatta, e poco importa se i suoni non sono perfetti, poco importa se non ci si riesce a muovere, e poco importa se a fine serata si puzzerà come dei carboni ardenti, l’importante è aver fatto finalmente un live in onore della Segavecia, in Casa Poposa!

E questa pagina del Diario di Bordo dei MuMble, scritta cosi di fretta e assolutamente senza badare a voler essere una pagina “importante”, rispecchia l’animo festaiolo, antico, caratteristico, ma sostanzialmente felliniano, e quindi “importante”, del suonare in certe occasioni.

Cesto